Rinunciare a vestiti o pantaloni stretti per paura delle perdite di urina: quando l’incontinenza limita la libertà.

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Introduzione
Scegliere come vestirsi dovrebbe essere un gesto semplice, legato al proprio gusto, alla comodità ed alla voglia di sentirsi bene con il proprio corpo.
Eppure, per alcune donne, anche una scelta apparentemente banale come indossare un paio di pantaloni aderenti può diventare fonte di preoccupazione.
Il timore di una perdita involontaria di urina, della comparsa di una macchia visibile o di un odore sgradevole può influenzare profondamente il modo di vestirsi e vivere la quotidianità.
Si finisce così per scegliere soltanto abiti scuri, pantaloni larghi o indumenti che possano nascondere eventuali piccoli incidenti.
In alcuni casi vengono evitate anche le attività sportive, le uscite con gli amici, i viaggi o le situazioni nelle quali non è possibile raggiungere rapidamente un bagno.
Queste rinunce possono sembrare piccole, ma nel tempo incidono sulla libertà personale e sull’autostima.

L’incontinenza urinaria non riguarda esclusivamente le donne anziane.
Può comparire in differenti periodi della vita, anche dopo una gravidanza, in seguito a cambiamenti ormonali oppure in presenza di specifiche condizioni del pavimento pelvico.
Spesso, però, viene vissuta con imbarazzo.
Molte donne preferiscono nascondere il problema anziché parlarne con un professionista.
Questo atteggiamento può portare a convivere per anni con un sintomo per il quale esistono percorsi di valutazione e trattamenti efficaci.
È importante sapere che le perdite di urina non devono essere considerate una conseguenza inevitabile dell’essere donna o dell’avere avuto figli.
La prevenzione, l’educazione e la riabilitazione del pavimento pelvico possono avere un ruolo fondamentale nel recupero della continenza.

Che cos’è l’incontinenza urinaria?
L’incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. Può manifestarsi con modalità differenti.
Nell’incontinenza da sforzo la perdita compare durante attività che aumentano la pressione addominale, come: tossire, starnutire, ridere, correre o sollevare un peso.
Nell’incontinenza da urgenza, invece, la perdita è associata ad un bisogno improvviso e difficile da controllare di urinare.
Esistono anche forme miste, nelle quali coesistono le due condizioni.
Riconoscere la tipologia è essenziale perché il trattamento può essere differente.

Quando il problema modifica l’abbigliamento?
Una donna che teme le perdite può iniziare ad adottare comportamenti di protezione.
Indossare soltanto abiti scuri, utilizzare costantemente assorbenti, evitare tessuti aderenti o controllare ripetutamente la presenza di eventuali macchie sono esempi di strategie che possono svilupparsi nel tempo.
Non è necessariamente l’indumento stretto a provocare l’incontinenza. È piuttosto la paura che una perdita possa diventare visibile a condizionare la scelta.

Il pavimento pelvico e il controllo urinario.
Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che partecipa al sostegno degli organi pelvici ed ai meccanismi di continenza.
Alterazioni della forza, della coordinazione o della funzionalità muscolare possono contribuire ad alcune forme di incontinenza.
Tuttavia, non tutte le perdite urinarie hanno la stessa origine.
Per questo non basta consigliare genericamente esercizi di contrazione a tutte le donne.

La riabilitazione può fare la differenza.
Le linee guida NICE raccomandano un programma supervisionato di allenamento del pavimento pelvico di almeno tre mesi come trattamento iniziale dell’incontinenza urinaria, da sforzo o mista.
Il percorso deve essere personalizzato sulla base delle condizioni della donna e della sua effettiva capacità di eseguire gli esercizi.
In presenza di incontinenza da urgenza possono essere particolarmente utili programmi di rieducazione vescicale, secondo le indicazioni cliniche.

Ritrovare la libertà di scegliere.
Il vero obiettivo di un percorso terapeutico non è soltanto diminuire le perdite di urina. È anche permettere alla donna di recuperare sicurezza nella propria vita, eliminandole.
Poter uscire senza preoccuparsi costantemente della posizione del bagno, scegliere liberamente come vestirsi ed affrontare le proprie attività con maggiore serenità rappresenta una parte importante del benessere.

Conclusione
Quando la paura delle perdite urinarie condiziona l’abbigliamento, le attività e la vita sociale, è arrivato il momento di parlarne.
Una valutazione professionale permette di comprendere il problema ed individuare il percorso più appropriato.
Nessuna donna dovrebbe sentirsi obbligata a rinunciare ai vestiti che ama per paura di una perdita di urina.
Riferimenti scientifici

  • NICE, Urinary Incontinence and Pelvic Organ Prolapse in Women: Management, NG123.
  • NICE, Pelvic Floor Dysfunction: Prevention and Non-Surgical Management, NG210.
  • NICE, Urinary Incontinence in Women – Bladder Training, QS77.

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