Siamo noi per primi, anche se involontariamente, a causare loro una limitazione. Corriamo a comprare un sacco di giocattoli all’avanguardia e fatti per “l’apprendimento” perché imparino più in fretta e poi li “castriamo” la maggior parte delle volte in cui iniziano a fare delle scoperte, a soddisfare la loro curiosità e le loro intuizioni (il modo migliore e più veloce perché possano imparare).

I nostri “no” ogni 3×2, le nostre occhiatacce, i nostri indici alzati, sono tutti freni che si accendono in automatico e che gli lanciano il segnale: “non va bene, sei sbagliato, non puoi crescere come vuoi, non puoi usare le tue risorse interiori su cui pensavi di poter fare affidamento”.

Le punizioni spingono tuo figlio a raccontare bugie e a fare le cose di nascosto

Nonostante la punizione, dato che non va a risolvere la motivazione dell’azione, l’impulso a fare una determinata cosa resta sempre più forte.

Se tuo figlio aveva bisogno di scoprire il funzionamento di qualcosa, se voleva verificare una sua intuizione o soddisfare un desiderio oppure ancora liberare un’emozione, stai pur certo che anche di nascosto cercherà di farlo. È più forte di lui. Davanti ai desideri, ai bisogni, alle emozioni, ai sentimenti e alla forza della vita che lo spinge a crescere, imparare, soddisfare e sperimentare non c’è nulla che tenga. Inoltre ricorda sempre che le cose vietate sono quelle che si tendono a fare di più (e vale anche per noi adulti!) I modi duri e colpevolizzanti creano blocchi emotivi. Per i motivi che già abbiamo anticipato, la punizione insieme a un tono duro, un messaggio comunicativo (verbale o non verbale) colpevolizzante, crea in tuo figlio una ferita affettiva. Più si sente sbagliato e non amato, più la sua autostima decresce, aumenta il senso di debolezza e di fragilità che fa aumentare l’ansia e le paure.

Queste micro ferite si accumuleranno negli anni e peggioreranno sempre di più la vostra relazione fino a sfociare nelle tanto temute ribellioni adolescenziali e in relazioni conflittuali fra genitori e figli adulti.

Ecco perchè poi si arriva a litigare per delle “sciocchezze”, nel senso che la pentola a pressione interiore è così piena che basta un piccolo evento quotidiano (la famosa goccia che fa traboccare il vaso) per scatenare rabbia e liti. Inoltre, siccome assorbono come spugne i tuoi modelli comunicativi e comportamentali, i tuoi figli apprenderanno che la punizione si può usare e la useranno per relazionarsi con te.

 

 

Roberta Cavallo