Dato che tuo figlio sa come vorrebbe che tu risolvessi i suoi problemi o lo aiutassi (peccato che non abbia ancora sviluppato quella capacità razionale di analisi che gli permette di darti dei suggerimenti a parole su cosa gli serve), davanti alla punizione non comprende perché lo stai facendo.

Pensa che tu sia impazzito, pensa che ti stai confondendo…

…ecco il suo punto di vista…

  • “ma cosa fa? Aiuto! Non l’ho fatto apposta e invece di aiutarmi fa così?”
  • “ma davvero non ho voglia di spegnere la tv, mi sta facendo compagnia, poi mi sento solo, non riesco proprio a staccarmi, non so come fare è più forte di me, perché non lo capisce e invece di aiutarmi si sta arrabbiando?”
  • “perché mi dà la colpa?”
  • “Non sopporto che mia sorella tocchi i miei giochi è più forte di me non ce la faccio a non scaricare la mia rabbia su di lei! Perché tu non mi capisci?!”

Più tuo figlio è piccolo, meno ha la capacità di comprendere i suoi atti e più resta confuso. Il messaggio che riceve è del tutto contraddittorio: “ricevo aggressività, giudizio e intolleranza da chi dovrebbe amarmi, aiutarmi e proteggermi”. Proprio le persone per le quali si dovrebbe essere sempre speciali, fanno capire che si è sbagliati, cattivi, inadeguati. Come si può tenere alta l’autostima del bambino? Come può fare affidamento sulle sue capacità, se mamma e papà sono i primi che non ci credono?

Punizione, giudizio e disapprovazione inducono all’aggressività

Cosa succede se metti a bollire l’acqua per la pasta in una pentola troppo piccola? Anche se metti il coperchio, nel momento del bollore, straborderà comunque, sporcando tutto il piano cottura e a volte spegnendo addirittura la fiamma del gas. Cosa succede quando l’uomo cerca di far deviare i fiumi dove vuole lui o cerca di rubare terreno al loro letto per costruire abitazioni o strade? Il fiume, prima o poi, se lo riprende originando quelle che noi chiamiamo catastrofi. Cosa succede se tieni un animale in gabbia per troppo tempo? Anche se noi siamo umani, i principi di natura sono alla fine semplici e uguali per tutti. Anche i bambini hanno bisogno di contenimento, di sapere come fare le cose, ma se le indicazioni che ricevono sono strette o non adatte, prima o poi anche loro scoppiano! Un bambino aggressivo è sempre un bambino represso, che non viene compreso in modo adeguato, che viene eccessivamente limitato, che viene considerato più grande di quello che è in realtà. Oppure è un bambino che ha al suo fianco esempi di aggressività, nervosismo e intolleranza (adulti di riferimento che alzano la voce, che criticano, che si lamentano, che hanno scatti di rabbia o di isterismo, che perdono la pazienza, che si agitano). Meglio tirarsi su le maniche e con calma correre ai ripari, piuttosto che trovare delle giustificazioni (“e va bè, ma come fai a non arrabbiarti?”, “e va bè, ma capita a tutti ogni tanto”, “e va bè ma tu non conosci mio figlio/tu non sai com’è disastrata la mia vita”, “e va beh ma che sarà mai”, ecc.).

Le 7 riflessioni (sincere e scomode) che dovremmo fare tutti noi adulti

  1. Come ti sentivi quando ti punivano?
  2. Come ti sentivi quando avevi bisogno di sostegno, di essere compreso e accolto e invece arrivavano ceffoni, urla e punizioni?
  3. La punizione risolveva il tuo disagio interiore?
  4. Che considerazione hai oggi per chi, quando eri bambino, ti puniva ignorando i tuoi sentimenti senza chiederti come stavi e di cosa avevi bisogno?
  5. Quanta fiducia e stima avevi negli adulti che ti punivano?
  6. Se tu oggi venissi punito e sgridato (anche davanti ai tuoi colleghi) per ogni svista sul lavoro come ti sentiresti?
  7. Che cosa vedi dentro gli occhi di tuo figlio mentre lo sgridi e lo punisci?

 

Domanda finale da appendere al frigorifero

In questo momento, se io fossi al posto di mio figlio, come mi sentirei?

 

 

Roberta Cavallo